“Lo sai che sono passati 8 anni?”

Valigie vuote, riempite solo di aspettative e pensieri.
Un abbraccio con il proprio padre e un suo collega, una chiamate veloce con una madre impegnata e un lungo saluto scambiato con un suo grande amico che lo aveva accompagnato.
Nonostante fosse da molto tempo che non volasse, il ragazzo si fidava quasi ciecamente di quelle ali di metallo che lo avrebbero riportato nella sua terra natale.
Una breve tappa a Parigi aiutava ancora di piu il ragazzo e la sua ragazza a renderli conto di essere fuori, ormai e finalmente, dal confine del paese in cui li custodivano solitamente.
Timbri, controlli sull’identità e la provenienza dei due ragazzi, ancora timbri.
Nelle ore passate tra le nuvole e i loro pensieri, il sonno si fece da parte per lasciare tempo ai due di sognare ad occhi aperti.
Non appena atterrati all’aeroporto, il ragazzo imitò una chiamata di sua nonna:
“Lo sai che sono passati 8 anni dall’ultima volta che sono stato quì?”
“Non ti preoccupare, non capitera più”
Dietro la ragazza, un cartellone, un invito dai colori vivaci e i caratteri chiari:

Welcome to Japan

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