Living

Come di buona abitudine, le scarpe rimangono all’entrata mentre i nostri piedi stanchi e si dirigono nel breve corridoio che porta al salotto.
Il pavimento in legno ci accoglie confortevolmente.
La casa è piccola ma non manca nulla, il salotto condivide la cucina, la quale occupa solo una parete  con tutti i suoi mobiletti, stipi, fornelli e lavello. Un piccolo tavolino accoglieva vari oggetti e accanto ad esso, verso la parete della finestre, c’era un paravento in carta di riso che lasciava intravedere un acquario con un bel pesce grande e bianco che tranquillo nuotava avanti e dietro. Il resto della stanza era dedicato al salotto il cui perimetro era scandito da una trapunta usata come tappeto, sopra la quale c’era il Kotatsu, già citato del Giorno 2, il magico tavolo basso tipico giapponese, il più del nostro tempo in quella casa lo abbiamo trascorso con le gambe al caldo sotto di esso.

Sia dal salotto che dal piccolo corridoio d’ingresso si poteva accedere alla camera dove dormivamo noi, le pareti interne erano in tipica carta con le porte scorrevoli, sul pavimento posizionavamo ogni sera i futon che occupavano quasi tutto il pavimento della stanza.

In essa una parete intera era adibita ad armadio, anche esso con le ante scorrevoli in carta, in basso c’erano anche delle piccole decorazione applicate probabilmente per tappare qualche buco che chissà chi avrà fatto.
Dormire sul futon è un esperienza sicuramente unica e da sperimentare, è molto duro e non proprio confortevole, abituati ai materassi tradizionali la differenza si sente, come copri-materasso la nonna ci mise una trapunta di pile ad entrambe, è davvero confortevole, per non patire il freddo ci diede a testa ben due piumoni, sospetto di vera piuma perché la prima notte c’ho fatto la sauna dentro. Sopra i piumoni una trapunta ed infine un pile stretto e lungo che copriva solamente la parte superiore del piumone per dare una piacevole sensazione al collo. I cuscini erano bassi e piccoli, di questo un po’ ne ho patito, ma ero troppo stanca la sera per farci più di tanto caso.

Dall’ingresso andando a destra invece si incontrava il bagno, la composizione dei sanitari giapponese è totalmente diversa dalla nostra, per prima cosa il WC è separato dal resto dei sanitari, vi è un apposita stanzina di un metro per un metro, o poco più, che ospita lui soltanto, il pavimento non è di legno e spesso e volentieri si devono indossare delle apposite ciabatte per sostare dentro.

http://www.essential-japan-guide.com/japanese-toilets/
Il WC ha la tazza riscaldata, sempre, gentilezza che dovrebbero mettere per legge. Sul lato destro della seduta c’è una pulsantiera che comanda il bidè integrato nel WC che è composto fondamentalmente da due getti d’acqua, o “maschile” o “femminile” per intendersi, regolabili in quanto ad intensità del getto o calore dell’acqua. In più c’è il pulsante dei “rumori di coperture” per la privacy ed il getto di aria calda per asciugare il tutto. Inoltre quando lo sciacquone viene tirato l’acqua passa prima per una fontanella situata sopra il cassone dell’acqua così che se si ha la necessità di lavarsi le mani lì si può, attraverso uno scarico poi finisce nel WC, sopra quello scarico c’era un piccolo contenitore di plastica con dentro un liquido profumato ed igienizzante così da disinfettare il tutto al suo passaggio.
La stanza accanto ospitava invece, in un piccolo corridoio, il lavandino mobiletti vari e la lavatrice, una parete con porta a vetri scorrevole lo separava dalla stanzina con la vasca che credo sia il posto dove più mi faceva piacere stare la sera dopo o prima di cena.
L’esperienza del bagno tipico casalingo giapponese, potrei scriverci una poesia per quanto mi ha incantato!
Il concetto che loro hanno riportato nelle case è quello delle terme classiche ed hanno così deciso che ricrearne una in ogni casa.
Quindi sì, l’acqua della vasca è la stessa per tutta la famiglia e la si cambia una volt ogni tot giorni, penso vari a seconda della famiglia più o meno numerosa, l’acqua viene scaldata dalla vasca stessa e la temperatura è regolabile. Accanto alla vasca c’è uno spazio apposito dove potersi lavare accuratamente prima di entrare nell’acqua comune, vi è una doccia, una seduta in plastica e una piccola bacinella.

Foto non mia
Per terra invece viene sistemato un materassino di gomma per potersi sedere in terra senza toccare la ceramica gelida e per evitare anche di scivolare. Ovviamente è fondamentale pulirsi a fondo in doccia prima di entrare nella vasca.
Prima il dovere e poi il piacere, così, una volta tolto tutto lo sporco della giornata, è arrivato il momento di lavare via pure lo stress stando in ammollo nell’acqua calda per almeno un quarto d’ora o anche più.
Il tutto può esser reso più piacevole ed interessante aggiungendo i sali da bagno profumati o benevoli come fossero davvero delle terme.
Con questo credo di aver finito di dire tutto quello che avevo da dire sull’appartamento, per domande o chiarimenti scrivete qua sotto, saremo felici di rispondervi!

END

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