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Argomento che al primo impatto può spaventare anche i viaggiatori più abituati è proprio quello della metropolitana giapponese.
Questa per esempio è la piccola cartina che riassume le linee principali di Tokyo:
Ma niente paura, in verità è uno dei sistemi più ottimizzati di questo mondo che il Giappone possa vantare.
Prima di tutto, quella che più vi interessa è quella circolare fucsia al centro, la linea Yamanote (letteralmente: la mano del monte) che collega quasi tutti i più grandi quartieri della capitale: se siete dunque semplici turisti, sarà proprio lei ad accompagnarvi in gran parte delle vostre tappe.
Complice anche le Olimpiadi ma soprattutto il grande aumento degli stranieri negli ultimi decenni, molti cartelli presentano anche la scrittura su caratteri romani oltre che all’alfabeto giapponese.
Quì di seguito le tappe della Yamanote Line del gruppo Jr (Japan Railways, la più importante società ferroviaria giapponese)
Ma andiamo con ordine, come funziona il viaggio in metro?
Prima di tutto, dopo aver scelto la stazione di arrivo bisogna controllare (o chiedere se avete l’inglese o il giapponese dalla vostra parte) quale sia il gate giusto della metropolitana che dobbiamo prendere:
Colorati cartelloni posti al soffitto vi indicheranno con cura la direzione da percorrere per raggiungere l’uscita giusta (se siete già arrivati alla vostra destinazione) o il gate della linea che volete appunto prendere.
Secondo passo, l’erogazione del biglietto.
Dopo essere giunti al gate prescelto, è l’ora di affrontare il nemico che sembra essere il più ostile: la machinetta.

Niente panico, come anticipato il cartellone principale contiene tutti i nomi anche nel nostro alfabeto, per cui l’unica cosa da tenere conto è il numero indicato accanto alla nostra destinazione che magicamente corrisponde con il prezzo finale del biglietto.
Una volta inserito il denaro e premuto il pulsante l’erogatore vi ricompenserà con il vostro piccolo biglietto di carta rigida da inserire.. in un altra macchinetta: se c’è chi cucina c’e chi mangia.
Foto MangiaTicket Se Disponibile
Inserito il biglietto il piccolo stop vi lascerà passare convalidandolo, da tenere presente che va conservato fino al punto di arrivo, poiché quest’ultimo procedimento va ripetuto anche alla stazione di arrivo per uscire dal gate della stazione.
Ok, vi starete (giustamente) chiedendo del perché non abbiamo fatto nemmeno una povera foto di un biglietto tradizionale andati in pasto alle macchinette.
Questo perché i vostri giornalisti hanno viaggiato tutto il tempo con una Pasmo e un Suica!
Queste tessere sono spesso parte integrante della vita di Tokyo, grandi quanto una carta di credito sono di una comodità disarmante, non solo nella facilità e velocità di ricarica in contanti, ma quanto per la vastissima possibilità di utilizzo che va appunto dai biglietti della metro alla bevanda di un distributore automatico.
Di questo però, ne possiamo parlare parlare per bene in questo articolo. ricordatevi comunque che grazie a queste carte ricaricabili, gran parte dei passaggi descritti sopra diventano nulli.
Siete dunque finalmente saliti a bordo sul treno da voi scelto (se non avete sbagliato!) e se siete fortunati riuscirete a sedervi, altrimenti vi toccherà stare in piedi e far parte dei vostri momentanei compagni di viaggio.
Piccola parentesi ai maschietti: soprattutto nelle ore di punta dove siete obbligati ad avere un minimo di contatto fisico con il prossimo, consigliamo di tenere le mani alzate per non essere scambiati per un molestatore, figura purtroppo spesso presente ma anche fraintesa.
A parte questa piccola informazione di sfondo poco bello, dobbiamo dire che i treni sono invece pulitissimi, spaziosi e soprattutto silenziosi.
Una simpatica voce spesso nasale vi accompagnerà per il viaggio, facendovi notare la stazione prossima di arrivo.
Ma se dovessimo scegliere una sola parola per descrivere la nostra esperienza sulla metro quella è “precisione”:
Dai segnali dei binari, all’orario di arrivo e di destinazione fino a qualsiasi tipo di trouble shooting.
Un conducente una volta si scusò per un ritardo verso i suoi viaggiatori, dispiacendosi di aver fatto perdere tempo e soprattutto sperando di non aver recato troppo disturbo per un ritardo di ben 3 minuti, 180 secondi.. da non credere!
Ogni giorno la metro giapponese ospita gran parte della sua popolazione e soprattutto ne è a conoscenza:
Le sue linee sembrano “vive” quasi come arterie per trasportare ossigeno che in questo caso sono i consumatori.
Un meritatissimo secondo posto va ai sedili, comodi perché morbidi al tatto ma tanto rigidi e decisi da poter ospitare le schiene più spezzate.
La medaglia d’oro invece va al sistema di riscaldamento ispirato, palesemente quanto fortemente al KOTATSU (è importante gridarlo):
I bocchettoni d’aria calda sono posizionati sotto i sedili così da scaldare sia la seduta che le gambe, regalando un ottimo risultato dove le gambe hanno la prima priorità ad essere coccolate da quel dolce tepore, attenzione a non dormire troppo e sbagliare fermata!
Ricordate che c’è sempre qualcuno che vi aspetta!

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