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Il giorno di capodanno è importante tanto quando per noi è importante il giorno di natale. Lo si passa in famiglia e la sera si va a salutare l’anno nuovo al tempio vicino casa.
In questa giornata siamo rimasti a casa ad assaporare un po’ di relax casalingo.
Da bravi e baldi giovini decidiamo di andare a fare la spesa con la nonna, avendo braccia forti a disposizione le abbiamo suggerito di prendere un po’ di tutto tanto avremmo portato noi le buste.
Prendiamo il solito bus sotto casa, che non era proprio vicinissima la fermata infatti ogni mattina ci trovavamo a correre come disperati per arrivare in tempo alla fermata con in bocca la fetta di pane e margarina, esattamente come nei manga.
Durante il tragitto nonna e nipote chiacchierano del più e del meno mentre io mi assaporo il paesaggio colpito dal sole.
Purtroppo, vivendo in periferia, ci siamo dovuto accontentare del supermercato locale piccolo e sfornito. Vi erano solo due piani dedicati al supermercato più uno dedicato ai vestiti e l’ultimo era soltanto una libreria.
Pensa un po’ che sfortuna!
Paradossalmente veniva davvero considerato un supermercato piccolo, chissà la prima volta che entrano in uno dei nostri supermercati di quartiere piccolissimi cosa pensano… Gli assomiglierà ad un Conbini, chissà.
Di fatto sta che mi sono innamorata del reparto dolciumi, vi erano due corridoi dedicati e spesso vi erano dolcini dedicati ad anime con piccole sorprese dentro.
Questa fu la mia spesa.

Durante le nostre giornate di pellegrinaggio abbiamo scoperto che la nonna si era dedicata a ricette con un certo livello di complessità in vista della fine dell’anno.
Riunite in questo bento bako, lucido ed elaborato, abbiamo infatti trovato il riassunto di tradizioni trama date da madre in figlia nel corso dei secoli.
Non vi so dire esattamente cosa vi era né come fosse fatto ma vi assicuro per il gusto ripagata di tutto il lavoro fatto per arrivare a quel risultato

Le pietanze non andavano infatti mangiate tutte e subito ma un po’ alla volta durante tutto il periodo di capodanno.
Il resto della giornata è passato tra chiacchiere e sonnellino mentre la sera sono passati a trovarci degli altri parenti i quali invece dopo cena sarebbero andati a trovare il tempio.
Infatti ogni famiglia, solitamente, attende la mezzanotte in coda al tempio per salutare l’anno nuovo lanciando una monetina, scrivendo un desiderio oppure controllando la fortuna.
Essendo una pratica così radicale nel cuore della popolazione questi non si fanno fermare da nulla pur di lanciare una moneta ed rapire un desiderio per l’ultimo dell’anno, pur di prestare fede alla tradizione sono disposti a stare al freddo in fila anche per ore, attrezzati con bottigliette d’acqua,  bustine autoriscaldanti, tanta pazienza e sorrisi sul volto fino allo svolgimento della tradizione.
Il prossimo anno lo sperimenteremo pure noi.

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