5

Se nei primi quartieri non mi ero impressionata per l’altezza media dei palazzi qua mi sono dovuta ricredere.
Shibuya, il quartiere della moda giovanile, rispecchia a pieno il suo carattere con architetture slanciate e dalle forme innovative. Non vi nascondo un certo torcicollo a metà giornata a forza di stare col naso all’insù.
Oltre a rimanere affascinata da quello che vedevo in alto pure quello che mi passava sotto gli occhi era interessante, la popolazione infatti sembrava uscita da svariate riviste di moda. Non che ci fossero stili particolari o eccessi degni di nota, erano semplicemente distinti. Pareva quasi che qualsiasi capo di qualsiasi fascia di prezzo non potesse altro che essere aggiornato alla stagione attuale.
Ed è in questo quartiere che le persone si incrociano senza toccarsi passando da una sponda all’altra delle strade in una magica danza chiamata Scrambe Crossing camminando sulle 5 strisce pedonali disegnate in quell’attraversamento grande come piazza santo spirito.
Una volta sopravvissuti dalla folla siamo entrati all’interno di un palazzo che sembrava un unica, grandissima vetrina di ferro, uno dei centri nevralgici del quartiere, lo Shibuya 109 (Ichi Maru Kyuu).
Sia il palazzo dedicato alla moda maschile che quello per la moda femminile ci hanno accolto con scarpe strane!

Questo slideshow richiede JavaScript.

E ovviamente non solo quelle, in ogni stand vi era qualcosa di particolare che solo in Giappone possono riuscire a concepire. Per ogni piano di entrambe i palazzi vi erano numerosi stand ospitanti brand nuovi o meno che si distinguevano fortemente gli uni dagli altri. A partire dall’oggettistica passando dall’abbigliamento fino ad arrivare ad accessori che non sapevo nemmeno di dover possedere, come le decorazioni per i lacci delle scarpe.
Il tutto condito da una buona mole di popolazione e commesse/i affascinanti e bizzarri.
Ammetto che il mio potafoglio pesava sempre meno, in proporzione ai negozi visitati.
Una volta liberati dall’ipnosi prettamente femminile ci siamo dedicati ad una visione meno rosea per andare alla ricerca di uno strumento musicale ben preciso, il basso elettrico!
Il mio fedele compagno è infatti un musicista appassionato e non poteva non mancare una visita ravvicinata ai negozi di settore dell’usato, che come già detto sono infallibili. E Shibuya si difende benissimo anche sotto questo lato, proponendo non pochi negozi con una particolare attenzione sulla scelta degli strumenti ma anche del personale.
Una vera e propria foresta di manici!

Questo slideshow richiede JavaScript.

Una figura particolare fu un’affidabile e quanto introverso commesso che non appena si iniziò a parlare di marche più particolari, la sua voce sembrava più chiara e suillante di un’ottava: non solo ci ha dato una consulenza dettagliata sulla vendita ma fu incredibile a fornire anche piccoli lavori di setup direttamente sul posto.
Più che un commesso era una vera e propria figura professionale che si prendeva cura dei suoi “bambini”.
Dopo le ragazzine più profumate, ed i musicisti più esigenti ecco un po’ di spazio agli appasionati dei manga (per gli amici, Nerd): Il mandarake di Shibuya.
Ci ha subito colpito la spettacolare entrata
I Mandarake (un gioco di parole tra Manga e Darake, che significa pieno, ovunque) sono una catena di negozi famosa soprattutto sull’attenzione dell’usato, dove è possibile trovare antichi manufatti dei primi Anime e Manga degli anni ’80 e ’90. Un vero salto nel passato dal profumo di carta ingiallita e l’aspetto di plastica consunta.

END

Leave a comment

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *